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Ho 29 anni, vivo a Milano e sono laureato in Scienze Politiche. Il 29 maggio 2006 sono stato eletto, con 1480 preferenze, consigliere comunale della mia città per l'Ulivo.

Per contattarmi:
e-mail: scrivi@piermaran.it
msn: piersound@hotmail.com

Facebook: Pierfrancesco Maran

LA FRASE

 

 

 

 

We forward in this generation
Bob Marley, Redemption Song


 
 

Questo blog è un luogo di libero confronto e scambio di idee. Sono ben accetti nei commenti i contributi di tutti. I commenti anonimi, diffamatori verranno tuttavia rimossi. Inoltre un conto è il dibattito, un conto la polemica sterile e, siccome la possibilità di parlare con me anche dal vivo è piuttosto accessibile, non ho voglia di sterili polemiche qui e nel caso le bloccherò.


3 marzo 2006

AscoltaMI: under 30 che parlano di Milano - Giovanni

Giovanni ha 28 anni, lavora come impiegato nel settore telecomunicazioni da anni, con contratto a progetto. E’ il capitano della mia squadra di calcio a 7.

Ti piace Milano?
Si, forse è un po’ caotica. Io sono nato in Calabria ed ogni volta che posso torno giù, proprio per staccare, Milano ha il ritmo del lavoro.
Tu vivi coi tuoi, giusto?
Si, ora sto pensando di comperar casa. Ma avendo un contratto a progetto è complicato, con la banca in particolare. Non è tanto una questione di soldi, però sulle garanzie è difficile con questo contratto.
Si gioca meglio a 7 o a 11?
Sono due sport diversi. A parte che fare una squadra a 11 è più difficile, lì c’è anche più agonismo e serve una preparazione maggiore. A 7 si gioca soprattutto per divertirsi.
E Milano com’è per divertirsi?
Ci sono molte cose. D’inverno mi piace soprattutto andare al cinema, poi comunque si può variare, a volte vado anche in discoteca. Certo i prezzi sono belli alti.
Se fossi Sindaco di Milano cosa faresti?
Punterei di più sui giovani. A far politica sono sempre le stesse persone, che spesso non sanno nemmeno interpretare i problemi, figuriamoci risolverli. Ci sono questioni come il lavoro che noi invece viviamo in prima persona e delle quali nessuno parla mai. Comunque regolamenterei i prezzi degli affitti delle case e sui mezzi pubblici chiederei più efficienza. Si paga 1 euro di biglietto per autobus invivibili, spesso in ritardo. Anche il passante ferroviario è tenuto malissimo. Il mio modello sono i paesi scandinavi.
Come pensi che sarà Milano tra 10 anni?
Mi sembra si stiano creando delle isole nella città. In Paolo Sarpi ci sono i cinesi, in Jenner gli arabi e così via. Non mi sembra un trend positivo però, a parte in campagna elettorale, nessuno fa nulla o dice nulla per evitarlo. Il Comune mi sembra poi interessato solo a fare multe, in una città dove è impossibile parcheggiare. Anche il ticket di ingresso secondo me lo faranno solamente per riscuotere altri soldi.
E tu come ti vedi tra 10 anni?
Mi sembra che la forbice tra ricchi e poveri stia aumentando, spero però di avere un lavoro che mi permetta di sopravvivere. E anche una famiglia.




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22 febbraio 2006

AscoltaMI: under 30 che parlano di Milano - Nicole

Nicole, 26 anni, lavora in uno studio di architettura, fa l’assistente universitaria e nel tempo libero insegna ginnastica ai bambini.

 

Ti piace Milano?

Certo che mi piace Milano. Non mi piace chi dice che è una brutta città, è solo una città introversa. Milano non si mostra subito, è una città da scoprire, da conoscere. Un esempio è il verde, a Milano ce n'è moltissimo, nei cortili, all'interno degli edifici, ma da fuori non si vede.

Che film o canzone ti vengono in mente pensando a Milano?

Film “Ieri, oggi e domani”, canzone una qualsiasi di Vecchioni.

Architetto donna, essere donna è un vantaggio o uno svantaggio nel lavoro?

Decisamente uno svantaggio. Alle riunioni dove sono l'unico architetto tra geometri vengo presa per la segretaria, a volte si chiedono perchè non stenografo...

E da piccola cosa avresti voluto fare?

Il giudice, forse volevo avere sempre ragione sin da piccola.

Come ti immagini tra 10 anni?

Immagino di essere una professionista affermata ed indipendente.

Un po’ “diplomatica”…

E’ che ho qualche problema a pensare al futuro, forse sono cresciuta con una certa idea della mia vita, ho sempre pensato che a 35 anni sarei stata felice, un buon lavoro, una famiglia. Poi crescendo ti accorgi che le cose cambiano, sto mettendo in discussione quei preconcetti che avevo nella testa da sempre.

Milano ti piace, ma come la miglioreresti se fossi Sindaco?

Proporrei misure di controllo del traffico come prima cosa. Ridisegnerei la gerarchia stradale, attraverso la progettazione corretta della geometria stradale è possibile indurre i conducenti ad un uso delle strade più consono. Punterei poi sul trasporto collettivo, che è più funzionale di carsharing e carpooling. Poi creerei nuovi spazi di aggregazione, visto che gli unici ora esistenti sono gli oratori.

E come vedi Milano tra 10 anni?

Spero che diventi una città cosmopolita come molte altre città europee, spero che l'integrazione culturale si compia e che venga valorizzato come merita il patrimonio storico e architettonico della città. La maggior parte del milanesi non ha mai visitato la pinacoteca di Brera! Io non credevo fosse possibile ma è così, molti non sanno nemmeno che esiste, eppure è un patrimonio incredibile.




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21 febbraio 2006

AscoltaMI: under 30 che parlano di Milano - Serena

Serena ha 25 anni, nata e cresciuta a Milano, è ricercatrice di fisiologia presso l’Università degli Studi.

 

Ti piace Milano?

Molto. Mi piace il casino, che è una città caotica, viva. Quando vado in montagna, ma anche nelle città dell’hinterland e vedo le piazze vuote mi viene tristezza. Milano invece è in continuo fermento, nel bene e nel male.

E cosa non ti piace?

Beh, è sporca, inquinata. Soprattutto non c’è aggregazione. Una volta c’era identità di quartiere, ora si è persa. Non ci si conosce più nemmeno con i condomini, c’è indifferenza. Ma forse è anche un po’ colpa nostra.

Se mi succedesse qualcosa quando torno a casa la sera, penso che nessuno mi darebbe una mano.

Quando pensi di andartene di casa?

Potessi, subito. Lo farò appena me lo potrò permettere. La volontà si scontra con la realtà degli affitti e del mio stipendio. Adesso però anche il mio ragazzo sta cercando casa, e lui guadagna più di me,  quando la trova magari ci trasferiamo insieme.

Esci la sera? Riesci a vivere gli eventi della città?

Fino a che ero studentessa andavo spesso a teatro, al cinema, a vedere mostre. Ora che lavoro non ci riesco più, arrivo a casa esausta. Il lavoro imbruttisce, ti estranea, ti risucchia le energie mentali.

Essere donna è un handicap nel lavoro?

Abbastanza, se poi hai anche un capo donna è pure peggio, e se sei anche carina un disastro. C’è un maschilismo sottile, anche negli ambienti di cultura dove pensi che si sia più aperti.

E la politica può cambiare la società?

Poteva. Ora però non c’è nessun personaggio che può guidare un vero cambiamento, c’è un livello politico molto basso.

Dipende anche dal fatto che i due candidati Presidente del Consiglio hanno complessivamente quasi 140 anni?

No, basta vedere Ciampi che è vecchio, ma anche saggio perché sa unire maturità e lungimiranza. E’ proprio la lungimiranza quella che manca alla politica di oggi, un progetto a lungo termine, per questo manca la fiducia.

E tu tra 10 anni come ti immagini?

E’ difficile. Nel privato con un compagno, una famiglia, dei figli. Però sto anche investendo molto nella vita lavorativa. Mi vedo magari ricercatrice, con un mio corso e degli studenti. Spero proprio di realizzarmi, ci sto dedicando tutta me stessa. Tra 10 anni mi vedo ancora a Milano, ma prima voglio fare un’esperienza all’estero.

Come pensi di ritrovare Milano nel 2016, al tuo ritorno?

Non penso cambierà moltissimo.

E se fossi Sindaco di Milano, cosa faresti?

Cercherei di impegnare le risorse economiche per l’ambiente. Ma più che sulle macchine, investirei per ammodernare le caldaie ed il riscaldamento dei condomini. Penso sia li il problema maggiore.

E poi affronterei le politiche del lavoro, non so cosa possa fare per questo un Sindaco, ma serve maggiore stabilità, più certezze. Invece troviamo sempre più spesso porte chiuse, i vecchi non se ne vanno e non ci sono grandi prospettive.




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20 febbraio 2006

AscoltaMI: under 30 che parlano di Milano - Antonio

Antonio ha 21 anni, studente di Scienze Internazionali e Istituzioni Europee, è nato in Sicilia, ma vive da quando aveva 4 anni a Milano. Abita, col resto della famiglia, in zona Lambrate e organizza eventi di pattinaggio street.

 

Ti piace Milano?

Ho viaggiato molto in Europa e devo dire che, tra le grandi città, trovo Milano una delle più bruttine. E’ un po’ triste, non c’è un gran movimento di giovani. O vai in discoteca o sei out, non ci sono divertimenti alternativi.

Però c’è un’ampia rete di centri sociali…

Si, ma si passa da un estremo all’altro, manca la via di mezzo, non come a Barcellona o Parigi.

E un pregio di Milano?

Non lo so, dovrei pensarci.

Se proprio non ti piace Milano, perché non cambi città?

Ci sto pensando seriamente, spero di fare il terzo anno di università via in Erasmus, a Varsavia o Lille. A Varsavia c’è una gran vitalità.

E pensare di cambiare invece Milano? Se tu fossi Sindaco, cosa faresti?

Penserei la città in maniera diversa. La imposterei non dal punto di vista delle auto, ma degli altri mezzi. Stanno fiorendo tutti questi parcheggi sotterranei, io credo invece che sarebbe più utile sviluppare i mezzi pubblici e le piste ciclabili. Anche fare il ticket di ingresso per le auto è complicato, ma sarebbe un buon incentivo.
Poi si parla sempre di spazi per la creatività, per i giovani, ma nessuno realizza mai nulla in concreto. Invece può essere una soluzione per togliere un po’ di giovani dalla strada e dalla noia, ok gli oratori, ma non bastano, anche la parte laica dovrebbe creare qualcosa.

Cos’è il pattinaggio street?

E’ un’evoluzione più estrema della concezione normale di pattinaggio da strada. Parte dal principio di riutilizzare le strutture architettoniche della città in maniera diversa, sul modello degli skater, solo che coi pattini viene tutto più spettacolare.

E Milano com’è per il pattinaggio street?

Non siamo in California, l’architettura urbana non è molto favorevole, ci sono poche scale con corrimano. Si salva solo la stazione Centrale, però anche la Bicocca non è male. In altre città queste lacune vengono colmate con skatepark, a Milano quello del Parco Lambro però è fatto abbastanza male.

Gli skater sono una tribù?

Assolutamente si. E’ un microcosmo, un modo di vivere particolare e unico, te ne accorgi solo quando ne sei parte, anche il fatto che si pratica solo in particolari zone, spesso degradate, ne fa una vera tribù metropolitana.

A che età si smette di essere giovani?

Dipende dalle persone, qualcuno lo resta tutta la vita. Credo comunque intorno ai 25/26 anni.

Come ti vedi nel 2016?

Di sicuro all’estero. Vedo difficile realizzarmi in Italia professionalmente. Spero di inserirmi in ambito politologico.

E come ti immagini Milano tra 10 anni?

Non tanto diversa, spero con qualche miglioramento nelle periferie. La trovo comunque statica.




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18 febbraio 2006

AscoltaMI: under 30 che parlano di Milano - Francesca

Francesca ha 21 anni, entusiasta di Milano, si laureerà a luglio in architettura.

 

Ti piace Milano?

Un sacco! Mi ci trovo proprio bene anche se ci sono ancora tante cose che si potrebbero migliorare, a cominciare dalle aree verde. Mi piacciono gli spunti, le iniziative, le cose particolari e diverse che si possono fare, anche se dovrei avere più tempo per seguire tutto quello che mi interessa. Anche la notte bianca, trovo sia un’idea geniale.

Quando pensi di andare via di casa?

A me piacerebbe andar via il più presto possibile, non perché a casa non mi trovi bene, ma perché mi piacerebbe diventare indipendente. La questione è che prima di una indipendenza sociale e familiare bisogna ottenere anche quella economica, e questo è un grande scoglio da superare.

Come preferisci informarti: tv, internet, giornali tradizionali o free press?

Assolutamente internet, credo ci sia la migliore informazione. La free press è un buon passatempo, utile per rendersi conto di quello che “più o meno” accade, più che altro faccio il cruciverba.

I due candidati Presidente del Consiglio hanno complessivamente quasi 140 anni, che ne pensi?

Penso che di solito all’età si associa maggiore esperienza e competenza, ma anche maggiore tradizionalismo. Credo quindi che ogni tanto ci si debba anche prendere il rischio di osare e scegliere qualcuno di più giovane per sperare di vedere qualche vera innovazione.

E la tua generazione credi abbia spazi sufficienti nella società?

Credo di si, è la mia generazione che non se li vuol prendere.

La politica può cambiare la società?

Diciamo che può cambiare l’umore della società. E’ difficile fare una politica innovativa, soprattutto se non si usano contemporaneamente mezzi innovativi. Penso però che l’umore della società sia fondamentale per riuscire ad ottenere determinati obiettivi, e in questo la politica può arrivare lontano.

Se fossi Sindaco di Milano, cosa faresti come prima cosa?

Risolverei il problema del traffico e delle polveri sottili.

Un bel programma, come?

Eheh, non sono io il Sindaco, sinceramente non ho un’idea precisa. Di sicuro cercherei di rendere più efficienti i servizi pubblici, sperando di convincere la gente ad usarli più spesso.

Un’altra cosa che faresti?

Creerei delle aree tematiche all’interno della città. Città dei bambini, città dei giovani, della moda, dello sport e così via.

Ti sai immaginare tra 10 anni?

Diciamo che non mi immagino ancora. Spero di avere un lavoro che mi soddisfi, di essermi accasata e di avere già un bambino. Tre piccole cose grandi grandi.

E Milano come te la immagini?

Più o meno la stessa, più o meno più cara, più o meno più incasinata, ma sostanzialmente uguale




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16 febbraio 2006

AscoltaMI: under 30 che parlano di Milano - Vera

Vera ha 22 anni, blogger e trendsetter, è sempre vissuta a Milano e studia relazioni pubbliche allo IULM (“ahimè”, dice subito), alla domanda “Ti piace Milano?” risponde immediatamente di si.

 

Perché ti piace di Milano?

Forse mi piace perché ci sono abituata. Io a dire il vero sto bene ovunque, in ogni posto vada mi innamoro del luogo. Probabilmente però non sopporterei vivere in un piccolo paese. Milano mi piace anche perché è grande e c’è un continuo e frequente ricambio di persone. Ci sono tante possibilità e tante cose da fare.

Qual è la serata più trendy di Milano?

Il London Loves al Plastic il venerdì sera, ma non diciamolo troppo in giro che già ci viene troppa gente così.

E cosa non ti piace di Milano?

Uhmm…la riduzione progressiva e veloce del numero di veri milanesi e l’umidità degli autobus.

Ti senti una vera milanese?

Si, lo sono. Anche se poi, come dicevo prima, mi son sempre trovata bene ovunque.

E il rito dell’aperitivo come lo vivi?

E’ una possibilità in più. Ci vado se e quando mi va. Non mi sento obbligata perché fa figo, anzi quando c’è poca gente si sta meglio e si mangia bene. E poi è un’ottima occasione per cenare con gli amici spendendo poco.

La politica può cambiare la società?

Aiuto! La politica la odio. Boh, non lo so se potrebbe cambiarla, tentar non nuoce. Uno vota quel che gli pare, se poi cambia qualcosa meglio, altrimenti le cose restano così.

E cosa potrebbe cambiare in meglio? Se tu fossi Sindaco di Milano, ad esempio, che faresti?

Innanzitutto controlli fuori dalle metropolitane. In quanto donna ritengo assurdo che si abbia paura di girare in certe zone. Abito in una zona estremamente periferica e sono abbastanza tranquilla però devo ammettere che a volte mi capita di pensare ai rischi che corro, specie quando torno a casa da sola.

Dove abiti?

In Comasina, vicino Quarto Oggiaro, zona di cui si parla sempre male, soprattutto quando la si collega agli anni ’70. Ora le cose sono decisamente cambiate, ma dopo la tranquillità degli anni ’90, ora inizio ad avere un po’ paura. Non so se è un pericolo reale o è semplicemente dovuto all’età, quando si è adolescenti si è totalmente irresponsabili.

Informazione: preferisci giornali, tv o internet?

Assolutamente internet, i giornali costano troppo e i tg son sempre peggio, io guardo solo mediaste, ma il TG5 ricorda sempre più “Verissimo”.

L’offerta culturale della città come ti sembra?

Musei ed iniziative ce ne sono, però non so per quale motivo ogni volta che c’è una mostra che mi interessa è sempre in un’altra città e quindi frequento poco.

E della notte bianca che ne dici?

Mah, sulla carta è una bella idea. Però poi finisce che c’è sempre un sacco di gente in giro solo per dar fastidio, ubriachi, risse, spesso di immigrati. Capisco che è una delle poche sere in cui sono spettacoli gratis, però rischia di diventare un’occasione per creare scompiglio.

E tu come ti immagini tra 10 anni?

Oddio…dieci anni sono davvero troppi. Spero di lavorare nell’organizzazione di eventi, magari avrò anche dei figli, anche se ora i bambini non li sopporto, forse non sarò nemmeno a Milano.

E Milano come sarà?

Sempre più sporca, sempre più cara, con tutti sempre più stipati in una città troppo piccola.




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16 febbraio 2006

AscoltaMI: under 30 che parlano di Milano - Silvia

Silvia ha 23 anni, ha una laurea triennale e ora si sta specializzando in discipline economiche e sociali alla Bocconi. Il suo corpo è a Milano, ma la sua mente in Africa, dove è già stata due volte per un mese, una in Kenia, una in Congo, e conta di ripartire a giorni.

 

Milano ti piace?

Si, tutti ne parlano male, ma io che ho vissuto sin da quando sono nata la so apprezzare. C’è tutto e anche luoghi a cui affezionarsi, come i giardini di Via Cambini, dove mi portavano quando avevo 3 anni, o il Bounty (locale dietro P.le Loreto), dove passavo i giovedì sera delle superiori. Io mi sento milanese, mio padre parla anche bene il dialetto.

E tu?

Più che altro lo capisco.

E un difetto della città?

Beh, non ci si guarda mai in faccia, c’è poca solidarietà, sembra che tutti si facciano i cazzi propri. Però io sono riservata, e in fondo non mi dispiace.

Se non dovessi vivere a Milano, dove?

Ovviamente in Africa, ma per un tempo limitato, un paio d’anni, mi piacerebbe pure New York.

E se fossi Sindaco di Milano, qual è la prima cosa che faresti?

Beh, migliorerei le relazioni con le aziende di servizi privatizzate. In generale sono d’accordo con le privatizzazioni, però mi sembra si sia un po’ perso il senso del servizio pubblico. L’ATM in particolare, i mezzi non dovrebbero circolare solo nelle ore di punta, ma anche con maggior frequenza negli altri orari, anche se magari il servizio è meno redditizio. E poi migliorare la gestione emergenze, con la grande nevicata di qualche settimana fa si è tenuta la città bloccata un week end…

Come ti immagini Milano tra 10 anni?

Ho paura rimanga indietro. In fondo le cose che sa fare, a parte forse l’alta moda, sono cose che a breve sapranno fare all’estero in maniera più economica. Abbiamo produzioni deboli ed attaccabili. A me poi piacerà sempre, però penso che potrebbe essere meno importante di oggi. Già adesso, guardando le tv americane resto stupita che molte volte nei tg economici non danno nemmeno il dato di Piazza Affari.

Sei proprio economista…e tu come ti immagini tra 10 anni?

Penso di andarmene in Africa, di restarci per un bel po’, certo che se avrò dei figli credo proprio che tornerò a crescerli a Milano.




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15 febbraio 2006

AscoltaMI: under 30 che parlano di Milano - Nicola

Nicola ha 23 anni e una laurea triennale in tecnologie e comunicazione audiovisiva e multimediale. Dopo gli anni dell’università a Ferrara è tornato a vivere coi suoi a Milano, attualmente svolge servizio civile volontario e nel frattempo fa l'operatore video e si occupa di cinema indipendente.


Ti piace vivere a Milano?

A dire il vero ho scelto di fare l’università a Ferrara proprio per andarmene da Milano, sperando di non tornare, invece passati quei tre anni sono di nuovo qui. Ho sempre trovato la città invivibile, incapace di esprimere solidarietà e contatto umano. E’ competitiva qualunque cosa scegli di fare, anche al semaforo se non parti subito ti suonano dietro.

Però…

Però ha molte potenzialità, e a chi ha voglia di fare da anche la possibilità di realizzarsi. E’ anche per questo che sono tornato.

E poi, cosa vorresti fare?

Il mio obiettivo di vita sarebbe lavorare a tempo pieno in ambito cinematografico o televisivo di qualità. Sono consapevole che al momento è difficile se non impossibile a causa della situazione politico-culturale italiana, ma da questo punto di vista Milano aiuta, sta diventando uno dei luoghi più importanti del cinema indipendente. E’ per questo che sto dando a Milano una seconda chance, per convincermi a restare.

Dove ti piacerebbe vivere invece, potendo scegliere?

Senza dubbio Bologna, non è affatto come è stata raccontata in questi mesi sui giornali, ci sono anche dei problemi, ma c’è calore umano, creatività, voglia di fare e di partecipare.

Se fossi Sindaco di Milano, quale sarebbe il primo problema in agenda?

Gli affitti. A Ferrara per una doppia pagavo 175€ al mese, tutto compreso, qua a meno del doppio non trovi proprio niente. Stare a casa mi pesa, eccome, specie dopo 3 anni in cui ho vissuto da solo. Li l’ICI è collegata all’affitto richiesto e questo aiuta ad abbassare i prezzi, credo che se fossi Sindaco farei una cosa del genere.

E un’altra cosa?

La cultura, non solo in centro. Mi sta bene la Scala, però io vivo al Vigentino e li a limite organizzano ogni tanto il corso di yoga o il cineforum. Servirebbero più iniziative per coinvolgere la gente nei quartieri, magari in collaborazione con i locali e i circoli culturali.

Come ti immagini Milano tra dieci anni?

Se non cambia, me la immagino come un non luogo; una città che viene sempre più usata e sempre meno vissuta, senza un’anima.

 




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