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Combattere la crisi passa anche dalla notte bianca

 Oggi l’Assessore Terzi ha annunciato il taglio dei fondi comunali per la notte bianca (e sono d’accordo) e contestualmente che quindi la notte bianca non si farà (e non sono per nulla d’accordo).
La notte bianca è un evento ormai presente in città da anni. L’anno scorso due notti sono costate 800mila euro e sono andate anche maluccio per via della pioggia. A fianco di quei soldi ci sono stati tanti eventi messi a disposizione dei privati, una città viva e un indotto importante per il settore del commercio e dell’intrattenimento che oggi è in difficoltà.
Il Paese è in crisi, ma noi non dobbiamo cadere in depressione.
Milano è una città che spesso ha fatto a meno dei contributi pubblici, anzi non è questo che chiede in primo luogo alle istituzioni.
Il Comune, per la notte bianca, deve fare da regia, offrire le “infrastrutture necessarie” (agevolazione dei permessi, comunicazione, mezzi pubblici tutta la notte), e mettere in rete sponsor ed eventi organizzati da altri.
Insomma non un atteggiamento rinunciatario, ma passare da un contributo economico ed uno di passione e creatività.
E’ un appello a cui la città non ha mai mancato di rispondere in passato. Se questo è l’atteggiamento arriveranno gli sponsor ed arriveranno anche le associazioni, i volontari, i tanti che in questa città continuano ad impegnarsi silenziosamente.
Siamo in crisi, ma non dobbiamo farci abbattere. Serve un’iniezione di inventiva, di impegno, cercare soluzioni nuove low cost.
Sennò non ci rialziamo.

Pubblicato il 11/12/2008 alle 17.49 nella rubrica Diario.

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